Analisi e controlli
Ogni partita di caffè lavorato, prima di uscire dallo stabilimento viene analizzata attentamente per garantire la conformità alle richieste del cliente e il rispetto della disposizioni vigenti.

Il chicco di caffè crudo, dopo l’avvenuta decaffeinizzazione, deve presentare le seguenti caratteristiche:
- il contenuto di caffeina non deve superare il limite massimo fissato dalla legge dello 0,1%, o limiti inferiori, qualora vengano richiesti dal cliente;
- il residuo di solvente viene fissato dalla legge in misura inferiore a 2 ppm (parti per milione) sul caffè tostato. Come già affermato, gli accorgimenti di processo messi in atto dalla Demus fanno sì che non possano venir rilevate neppure tracce del solvente stesso nel caffè;
- l’umidità del caffè deve essere inferiore all’11%, in modo tale da evitare la formazione di muffe che potrebbero rovinare il prodotto e, potenzialmente, dar luogo alla formazione di micotossine.
Attualmente la legge prevede i seguenti limiti:
| Valore limite | Riferimento normativo | |
|---|---|---|
| Caffeina | ≤0,1% | (DM 20/05/76) |
| Diclorometano | ≤2 p.p.m.(1) | (Direttiva 92/115/CEE recepita con Decreto 08/07/94 n. 557 e modificata con Direttiva 2009/32/CE del 23/04/09) |
| Umidità | ≤11% | (DM 20/05/76) |
| (1) sul caffé torrefatto | ||



