ISO 14001:2004

ISO 9001/2000

La decaffeinizzazione

Il caffè decaffeinato

Quando si sente parlare di decaffeinato, si ha l'impressione che si tratti di un caffè cattivo o comunque non paragonabile al caffè intero. In realtà un caffè cattivo, una volta decaffeinato, resta cattivo così come uno buono resta buono.

Certo esistono tipi più o meno adatti ad esser lavorati, ma vi è oggi sempre più la tendenza a puntare anche in questo settore alla qualità, cercando di dare al consumatore una nuova immagine di questo prodotto.

Il decaffeinato, se correttamente preparato, può essere un ottimo caffè che nulla ha da invidiare ad un caffè normale; ben difficilmente anche un esperto sa dire se quel che beve è effettivamente intero o senza caffeina, a meno che non venga fatta una prova sullo stesso caffè prima e dopo.

Per il consumatore comune una distinzione è praticamente impossibile (provate a fare una prova con dei vostri amici, facendo loro assaggiare un buon decaffeinato e dicendo che è intero: nessuno dovrebbe essere in grado di riconoscerlo). Inoltre, il caffè decaffeinato viene privato di molta parte delle sue cere, rendendolo così più leggero e digeribile.

L'accusa fatta al decaffeinato di portare ad un aumento del colesterolo nel sangue è risultata totalmente infondata, come del resto hanno dimostrato i vari studi eseguiti in merito (il problema del colesterolo si pone a seguito di un'eccessiva ebollizione del caffè in infusione come talvolta accade nei paesi scandinavi, prescindendo dal fatto che si tratti di decaffeinato o meno – leggi il comunicato stampa(.pdf) "il decaffeinato fa male al cuore?" a cura di Fo.S.A.N.).
Se poi aggiungiamo che sicuramente è sconsigliabile, per chi ha determinati problemi di salute, l'eccessiva assimilazione di caffeina e, inoltre, che chi consuma molti caffè farebbe bene almeno ad alternarli con dei caffè decaffeinati, ecco che l'immagine e i consumi di questo prodotto dovrebbero migliorare ulteriormente, così come del resto è già accaduto nel continente nordamericano.